L'arte racconta la storia

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Piero della Francesca - Urbino - Galleria Nazionale delle Marche - 1460

Dipinto che accusa l’Occidente di aver abbandonato la Terra Santa, è costruito attorno allo schema conpositivo della sezione aurea.

Piero della Francesca - Urbino - Galleria Nazionale delle Marche - 1460

Dipinto che accusa l’Occidente di aver abbandonato la Terra Santa, è costruito attorno allo schema conpositivo della sezione aurea.

Oct 9

Giovanni Fattori - La libecciata - 1885

Giovanni Boldini - Marthe Bibesco - 1911

La storia personale di Boldini che lo porta a vivere un’esperienza da protagonista nella Parigi impressionista, risente però dell’influenza dei Macchiaioli italiani e del verismo della pittura italiana a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Donatello - Firenze - San Lorenzo - Pulpito della Resurrezione - 1460
La recente pulitura dell’opera tarda di Donatello mostra i particolari del Cristo che risorge anziano: anziano per via dell’età dell’artista, ma anziano anche per i peccati dell’umanità che si è caricato sulle spalle.

Donatello - Firenze - San Lorenzo - Pulpito della Resurrezione - 1460

La recente pulitura dell’opera tarda di Donatello mostra i particolari del Cristo che risorge anziano: anziano per via dell’età dell’artista, ma anziano anche per i peccati dell’umanità che si è caricato sulle spalle.

Piero della Francesca - Urbino - Madonna di Senigallia - 1470

Piero della Francesca - Milano - Brera - Pala di Montefeltro - 1474

Due dipinti che dimostrano delle similitudini fortissime: nel primo angelo in alto a destra, nel corallo indossato da Gesù.

Aug 1

Vincent Van Gogh - Londra - National Gallery - Campo di grano con cipressi - 1889

Vincent Van Gogh - Amsterdam - Museo Van Gogh - Campo di grano con volo di corvi - 1890

La pittura intellettuale di Van Gogh, non in plein air, cambia a seconda dello stato d’animo del pittore: nel primo caso illustra la gioia di vivere, nel secondo la morte e la natura matrigna.

Antonello da Messina - Palermo - Galleria regionale di Palazzo Abatellis - Annunziata - 1476

Beato Angelico - Firenze - Museo di San Marco - Annunciazione - 1440

Antonello da Messina rivisita il topos classico dell’Annunciazione facendo sì che sia un momento totalmente intimo e umano di Maria che ferma con la mano l’Angelo e si racchiude in un velo e in uno sfondo fuori dal tempo. Dalla pittura sacrale ad una rivisitazione umanistica del sacro.

Raffaello Sanzio - Roma - Palazzo Vaticano - Stanza della Segnatura -  La disputa del Sacramento - 1510
Nella Disputa, Raffaello si schiera dalla parte del Platonismo rinascimentale: Tommaso è messo in secondo piano a vantaggio del platonico Agostino così come l’affresco è tripartito in un piano terrestre, in un piano celeste ed in un piano sovraceleste dove il Cristo e l’ostia sono i protagonisti e le cerniere verticali.
Il libro e l’Angelo in basso a destra trasmettono infine la dialettica “Intelligo ut credam” e “Credo ut intelligam” del pensiero agostiniano.

Raffaello Sanzio - Roma - Palazzo Vaticano - Stanza della Segnatura -  La disputa del Sacramento - 1510

Nella Disputa, Raffaello si schiera dalla parte del Platonismo rinascimentale: Tommaso è messo in secondo piano a vantaggio del platonico Agostino così come l’affresco è tripartito in un piano terrestre, in un piano celeste ed in un piano sovraceleste dove il Cristo e l’ostia sono i protagonisti e le cerniere verticali.

Il libro e l’Angelo in basso a destra trasmettono infine la dialettica “Intelligo ut credam” e “Credo ut intelligam” del pensiero agostiniano.

Lucca - San Frediano - 1147

Lucca - San Martino - 1204

Anche a Lucca vige il principio della dialettica fra Guelfi e Ghibellini che qui trova espressione nel confronto fra la Chiesa romanica di San Frediano e il più recente Duomo di San Martino realizzato dai laici della città fra i quali Francesco Guinigi.

Siena - Torre del Mangia - 1348

Siena - Duomo - XIV sec.

I due principali monumenti di Siena, la Torre del Mangia e il Duomo, hanno la stessa altezza anche se la Torre del Mangia deve svettare più in alto perchè costruita in Piazza del Campo: è il simbolo dell’equilibrio fra tratti guelfi e tratti ghibellini che caratterizza la città che infatti vede nella Lupa di Roma uno dei suoi simboli e la grande conversazione fra la Maestà di Simone Martini e quella di Duccio di Buoninsegna.

Mar 1

Michelangelo Buonarroti - Firenze - Gallerie dell’Accademia - Prigioni Schiavo che si ridesta - 1530

Raffaello Sanzio - Parigi - Louvre - San Michele sconfigge Satana - 1518

I due grandi maestri del Rinascimento ne interpretano anche le maggiori tendenze - il furor e la virtus - e affrontano il più ampio dibattito sul raggiungimento della conoscenza.

La conoscenza era stata affrontata soprattutto dalla filosofia antica da Aristotele che aveva distinto fra:

Negotium: empeiria (Esperienza derivante dalla poiesis), teknè (universale che distingue l’homo faber) e la fronesis (saggezza).

Otium che nasce dallo thaumazein: episteme (necessità scientifica), sofia (che si ottiene grazie alnous ed è scienza universale).

Diversamente da Aristotele che credeva che l’intelletto cogliesse evidenze prime (logica formale), Kant poi, con l’Io penso di agostiniana e cartesiana memoria, riterrà che l’Intelletto conferisca fondamento alla conoscenza perché è il principio dell’evidenza (logica trascendentale) e la coglie solo nella sua prospettiva spazio-temporale fenomenica.

Ciò su cui verte il sapere umano è pertanto da una parte la conoscenza della natura, dall’altra la conoscenza morale.

Con una frase nota, Kant dirà che due cose riempiono il suo spirito di ammirazione e di rispetto: “il cielo stellato sopra di me e la legge morale nella mia coscienza”. La scienza teoretica è il sapere che qualcosa “è”; l’etica è il sapere che qualcosa deve essere.

Ebbene, la congiunzione di questi due saperi, intesi al modo di Kant, apre la porta al sapere che qualcosa “è” perché “deve essere”. È la speranza. L’uomo non è una cosa meramente data, né una cosa soltanto personale: è una cosa da fare.

Nel concepire questo, Kant non solo supera l’Illuminismo, ma abbozza ciò che poi saranno l’Idealismo e il Romanticismo. Mentre la scienza fino a Galileo è stata costruita sul presupposto che l’intelletto ruota attorno alle cose, Galileo, secondo Kant, ha costruito la sua fisica sul presupposto inverso: il presupposto che le cose ruotano intorno all’intelletto. E per quanto possa sembrare paradossale, è allora e solo allora che ha scoperto ciò che le cose sono. È ciò che Kant chiama la rivoluzione copernicana nella scienza.